martedì 18 agosto 2015

Lo "Sperone" più famoso d'Italia

Il Gargano, noto anche come Sperone d'Italia è una subregione dell'Italia che coincide con l'omonimo promontoriomontuoso che si estende nella parte settentrionale della Puglia e corrisponde alla parte orientale della Provincia di Foggia

Insieme al Salento sono importanti poli turistici della Regione Puglia e tra i principali d'Italia. Nel suo territorio è ricompreso il Parco Nazionale del Gargano


Il Gargano si colloca nella partesettentrionale della Puglia e nella parteorientale della Provincia di Foggia.

Nord e a Est è circondato dal mare Adriatico, mentre ad Ovest confina con il Tavoliere delle Puglie e a Sud in parte con il Tavoliere, in parte con il Mare Adriatico nel tratto a Est di Manfredoniafino a Vieste.

Il Gargano si erge tra il mare Adriatico e il Tavoliere e regala un panorama incredibile a chi decide di esplorarlo. 

I comuni più noti del territorio sono 

   Isole Tremiti


   Mattinata, 


Peschici, 


Rodi GarganicoManfredonia, Vieste


Ischitella (Foce Varano e Isola di Varano), Vico del Gargano (San Menaio e Calenella) , Lesina (Marina di Lesina), San Nicandro Garganico(Torre Mileto), Cagnano Varano (foce Capojale e Isola di Varano), Monte Sant'Angelo (Macchia)




CarpinoRignano GarganicoSan Giovanni RotondoSan Marco in LamisApricenaPoggio Imperiale.

Nella zona garganica, caratterizzata da una marcata bio-diversità mediterranea non può mancare la vite, anche se la vitivinicoltura garganica rappresenta solo una nicchia tra le attività agricole del territorio. Negli anni passati questi vitigni rappresentavano un'importante risorsa economica: il più pregiato dei vini del Gargano era il Moscato

Tra i vitigni sono da ricordare i cosiddetti "Vini di Vico" (a bacca rossa il 
Macchiateli, il vino d'Aneli, il vino di Mastrociani, il Pampanone; a bacca bianca il Nardobello), altri ancora sono i "Vini di Monte Sant'Angelo" (il rosso Neretto, uno dei più antichi, sicuramente autoctono).


Per chi vuole scoprire il Gargano, una proposta per settembre in uno dei luoghi più suggestivi del posto.
 
Dal 19 al 26 settembre a Vieste a partire da 1000€ in coppia Hotel Residence Il Porto. 







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La gastronomia garganica propone piatti ricchi e gustosi, ma al contempo semplici e genuini. Ingrediente f

venerdì 14 agosto 2015

La Pizzica

Fino ai primi decenni del XX secolo presente in tutto il territorio pugliese, assumeva nomi differenti rispetto ai vari dialetti della regione confondendola spesso con le tarantelle ma la "pizzica" oltre ad essere suonata nei momenti di festa di singoli gruppi familiari o di intere comunità locali, costituiva anche il principale accompagnamento del rito etnocoreutico del tarantismo
Veniva eseguita con lo scopo di "esorcizzare" le donne tarantate e guarirle, attraverso il ballo che questa musica frenetica scatenava, dal loro male.


La pizzica, suonata per giorni o addirittura settimane per la cura delle tarantate, aveva spesso caratteristiche proprie, che la differenziavano da quella suonata per il ballo. La "pizzica tarantata" veniva eseguita con un ritmo più accelerato rispetto a quella classica suonata per il ballo, e molto spesso le tonalità più frequentate erano quelle in minore, capaci di "scazzicare" (ossia stimolare) più facilmente la tarantata grazie al carattere ridondante e malinconico che le tonalità minori appunto posseggono. 


Con il passare del tempo la pizzica ha trovato una sua autonomia come tipo di danza e genere musicale, oltre a divenire un vero e proprio fenomeno popolare. Se da un lato, quindi, il tarantismo andava estinguendosi per effetto dei mutamenti nei costumi della società, la pizzica è rimasta ben viva nella tradizione del folklore salentino. 
Nel Salento oggi si festeggia "la festa della taranta" con la ormai famosa "Notte della Taranta" che richiama centinaia di migliaia di appassionati e curiosi. 


La Notte della Taranta è un festival di musica popolare salentina, che si svolge in vari comuni della provincia di Lecce e della Grecìa Salentina, soprattutto a Melpignano e ha il suo clou nel mese di agosto. Tra i quindici concerti che si svolgono in altrettante piazze del Salento e il concertone finale di Melpignano, il festival fa registrare un totale di circa 300mila spettatori. 


Quest'anno la manifestazione termina il 22 agosto, andrà in onda su Rai5 e Rai2, si svolgerà come sempre a Melpignano con il concertone che vede impegnati tantissimi artisti con un ospite d'eccezione, Ligabue. 


assistenti musicali: Enza Pagliara – Antonio Marra

VOCI:

Enza Pagliara

Alessia Tondo

Ninfa Giannuzzi

Stefania Morciano

Maria Mazzotta

Alessandra Caiulo

 

Antonio Amato

VOCI E TAMBURELLI:

Antonio Castrignanò

Pietro Balsamo

Giancarlo Paglialunga

TAMBURELLI:

Riccardo Laganà,

Carlo “Canaglia” De Pascali

Roberto Chiga,

Martina Zecca

CORDE:

Gianluca Longo,

Massimiliano De Marco

Attilio Turrisi

MANTICI: Roberto Gemma

BATTERIA: Antonio Marra

BASSO: Silvio Cantoro

PERCUSSIONI: Alessandro Monteduro

FIATI: Nico Berardi

ORGANETTO: Claudio Prima

Luciano Ligabue, Tony Allen, Andrea Echeverri, Anna Phoebe, Raul Rodriguez ,Paul Simonon.




domenica 9 agosto 2015

Le luminarie



"La storia delle luminarie, in gergo dialettale "parazioni", nasce dalla convivenza tra sacro e profano, una 'relazione' che possiamo ritrovare nelle feste patronali. 
Ogni paese festeggia il proprio Santo protettore che viene venerato da tutta la cittadinanza. 
Ogni borgo ha una caratteristica che accomuna questa tradizione: le luminarie.
Il termine deriva dal latino "lumen", che significa letteralmente "oggetto che diffonde luce", ma in una accezione più ampia serve ad indicare la festa dei lumi.
Nel 1900 le luminarie erano un agglomerato di "Lampade ad Olio" sapientemente combinate, disposte per rendere diversi i momenti di aggregazione all’interno di piazze, palazzi e vie cittadine... Erano un’insieme d’immagini che raffiguravano monumenti, portali, arcate di diversi genere e stili.

Gli artisti delle luminarie sono anzitutto disegnatori e falegnami, poi elettricisti. Loro fanno tutto: dall’inventare le forme a costruire i telai di legno, a piazzare le lampadine di diverse intensità e potenza, a montare e smontare una paratura. Dopo tutta questa fatica nel montare, ecco, le mille luci colorate si stagliano nelle chiare notti d’estate come gemme sapientemente incastonate che fanno ricordare un lavoro di oreficeria longobarda o bizantina tempestata di pietre preziose, in cui la struttura lignea scompare. 

È tutto colore e linea, dosati con maestria cromatica e con eleganza stilistica, in un’esplosione di luci."

[Fonte fratelliparisi.com]

Lacrime di San Lorenzo

Per tradizione, nel Salento, i ragazzi si riuniscono attorno ad un falò organizzato sulla spiaggia: barbecue, tende e chitarra... E tutti con il naso all'insù ad aspettare la pioggia le stelle. 

Le spiagge libere si trasformano in un'immensa distesa di luci, in un'atmosfera di canti stonati, tuffi fatati e bagni romantici al chiaro di stelle. 



Più tecnicamente...
"Un'appuntamento fisso dell'estate che quest'anno vedrà il suo massimo tra le 08:30 e 11,00 del 13 Agosto quando il cielo sarà solcato da 60-100 meteore ogni ora. Meteore che già nei prossimi giorni si potranno avvistare e che con molta probabilità proseguiranno sin quasi il 17/24 Agosto. 

Tuttavia la tradizione vuole la notte del 10 Agosto, quella dedicata al martirio di San Lorenzo, come la nottata simbolo per l'osservazione di quelle che secondo la tradizione sarebbero le lacrime versare dal Santo durante il suo suplizio e che vagano eternamente nei cieli per ricadere sulla Terra solo nel giorno della sua morte. 

Altri chiamano le stelle del 10 Agosto come fuochi si San Lorenzo, poiché ricorderebbero le scintille provenienti dalla graticola infuocata su cui fu ucciso il martire, poi volate in cielo. Anche se in realtà San Lorenzo non morì bruciato, ma decapitato, nell’immaginario popolare l’idea dei lapilli volati in cielo ha preso piede, tanto che ancora oggi in Veneto un proverbio recita “San Lorenzo dei martiri innocenti, casca dal ciel carboni ardenti”.   

Ma quali sono i consigli migliori per osservarle?   
Per prima cosa è necessario osservare verso Nord-Est (qui infatti sorge la costellazione di Perseo) da un luogo ESENTE da inquinamento luminoso, meglio in alta montagna o su una spiaggia buia in riva al mare. Inoltre bisogna stendersi a terra o su una sedia a sdraio, disponendosi eventualmente a semicerchio se si è in un gruppo di parecchie persone.   
Per ci volesse fotografarle gli esperti raccomandano l'uso di Reflex su cavalletto fisso, con un obiettivo da 30-50 mm rivolto verso la costellazione di Perseo, ed una sensibilità di 200-400 ASA. É necessario inoltre fare pose prolungate ( 5-10 minuti), sperando di catturarne una o più in tale lasso di tempo.   

Che dire non ci resta che metterci comodi ed ammirare lo spettacolo e perché no affidare i nostri desideri ad ogni scia luminosa con la speranza che questi diventino realtà."

Le Perseidi

[Fonte 3bmeteo]

venerdì 7 agosto 2015

L'Isola dei Conigli di Porto Cesareo



L
'Isola, sulle antiche carte nautiche e militari viene indicata con il nome di "Isola Grande", dagli abitanti viene chiamata "Isola dei Conigli". Su di essa, negli anni 50, fu promosso l'allevamento allo stato brado di una colonia di conigli, distesa lungo la riviera di ponente a protezione della piccola cittadina, a poche centinaia di metri dalla terraferma. Disposta parallelamente alla costa, è lunga circa 2,5 Km, larga quasi 400 m, con un'altezza sul livello marino di circa 2 m. 
Gran parte dell'isola è coperta da una pineta grazie al rimboschimento effettuato sull'isola dal Corpo Forestale dello Stato negli anni 1952-53. 
L'isola si può raggiungere:
concordando il traghettamento in barca con uno dei pescatori locali sparsi lungo tutto il litorale di ponente
oppure la si può tranquillamente raggiungere a piedi.
 

[Fonte PortoCesareo.org]


Escursioni

Da ammirare la bellissima costa che caratterizza l’intera Area Marina Protetta di Porto Cesareo: dalla baia di S. Isidoro a Torre Chianca continuando per l’Isola dei Conigli finendo alla penisola della Strea. Durante l’escursione sono previste  soste bagno per eventuale snorkeling. 
In una delle soste sarà possibile osservare le colonne Greco – Romane sommerse
Durante l’escursione sarà presente una guida ambientale o un biologo marino che spiegherà quanto si sta osservando lungo la costa ma soprattutto in mare durante il bagno per lo snorkeling.




giovedì 6 agosto 2015

Il ritorno dell'alga tossica.

Si chiama "Ostreopsis ovata", già conosciuta a causa di svariate emergenze nelle stagioni scorse in Puglia ed è un'alga tossica. 
L’Arpa ha comunicato l'aggiornamento dei dati del monitoraggio e risulta una concentrazione alta (livello massimo evidenziato in rosso nell'immagine sottostante) in diversi punti della regione. 

Questi i dati



Fonte arpa.puglia.it

Come evitare gli eventuali effetti dannosi di Ostreopsis
 
  • Nel caso di certificata fioritura di Ostreopsis, evitare lo stazionamento lungo le coste rocciose durante le mareggiate;
  • Nel caso di certificata fioritura di Ostreopsis, limitare il consumo a scopo alimentare di organismi quali, ad esempio, i ricci di mare. Infatti i ricci, a causa della loro eco-biologia (brucano sulle alghe) potrebbero potenzialmente accumulare la tossina.
Potenziali effetti sull’ambiente e sulla salute pubblica
 
  • Nella specie è stata individuata una tossina (Palitossina simile);
  • Si sono verificate morie e/o sofferenze di organismi marini (stelle di mare, ricci, granchi, molluschi cefalopodi, ecc.) in concomitanza di elevate concentrazioni di Ostreopsis nelle acque e sui fondali;
  • Si sono riscontrati casi di malessere transitorio nei bagnanti (riniti, faringiti, laringiti, bronchiti, febbre, dermatiti, congiuntiviti) in concomitanza di elevate concentrazioni di Ostreopsis nelle acque e sui fondali, e soprattutto dopo mareggiate (le mareggiate favoriscono la formazione di aerosol marino, che  può diffondere la tossina nell’aria).

mercoledì 5 agosto 2015

Il Ponte Ciolo di Leuca, insenatura meravigliosa che racconta di tuffi spettacolari e vacanze indimenticabili...

Vicinissimo all'estremità più famosa del tacco dello stivale, Santa Maria di Leuca, vi è nascosta una piccola località dove si danno appuntamento turisti e amanti del natura, instancabili sportivi, soprattutto quelli degli sport estremi, come il free-climbing praticato a picco sul mare. 



Il nome della famosa località è il Ciolo, che fa parte di Gagliano del Capo


Qui si può godere di un panorama mozzafiato, si ammira la meravigliosa scogliera e la piccolissima insenatura che ospita ogni anno tantissimi abituali locali e non...


Il nome Ciolo, significa gazza o corvo, uccelli che in queste zone venivano a nascondersi. Ad unire le due scogliere della piccola insenatura, un ponte che per molti temerari è sinonimo di adrenalina pura. Da qui persone del luogo ma anche tanti coraggiosi turisti si tuffano da un’altezza di circa quaranta metri sul mare.


La località è meta ricercata dai veri intenditori della vacanza all'insegna del relax, dell'avventura e della riservatezza, infatti la scogliera nasconde centinaia di abitazioni private, incastonate tra le rocce, in grado di far vivere emozioni indimenticabili, comprese le scalinate da percorrere per arrivarci...


Il regalo più bello è la vista mare, veramente da mozzare il fiato. 


Non vi resta che vivere l'esperienza!

Qui le ville più belle per una vacanza esclusiva  http://www.perledipuglia.it/it/Pajare-del-Faro.html